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		<title>Salute &#8211; Il cervello ha una funzione Facebook, basta cambiare profilo per ingannarlo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:55:51 +0000</pubDate>
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<p><strong>Cambiare taglio di capelli oppure montatura degli occhiali potrebbe renderci irriconoscibili anche ai nostri genitori. E questo perché il cervello capta i volti come un tutt&#8217;uno e non come un mosaico fatto di dettagli.</strong></p>
<p>È una delle conclusioni a cui sono giunti i ricercatori israeliani dell&#8217;Università di Tel Aviv che hanno aperto un laboratorio interamente dedicato allo studio dei meccanismi cerebrali coinvolti, battezzandolo, non a caso, &#8220;Face Lab&#8221;. Sotto osservazione speciale una regione del cervello, il giro fusiforme, un vero &#8216;facebook&#8217; interno al cervello specializzato nel riconoscimento degli identikit di tutte le persone che incontriamo o conosciamo. Il team guidato da Galit Yovel, primo autore dello studio, ha scoperto, ad esempio, che i metodi con cui terroristi e spie cambiano aspetto è un punto debole delle nostre funzioni cognitive. Basta un dettaglio, un&#8217;acconciatura diversa, per cascare nella trappola. Non a caso gli studi di questo laboratorio hanno come scopo quello di fornire alle polizie di tutto il mondo dei software di riconoscimento facciale per dare la caccia a pericolosi ricercati.</p>
<p>&#8220;Ci incontriamo con così tante persone ogni giorno, per strada o al lavoro, &#8211; dice Yovel &#8211; e ogni volta bisogna capire se quel volto ci è familiare o no. Questo è probabilmente il motivo per cui abbiamo sviluppato nel cervello aree per il riconoscimento complesse e specializzate &#8211; continua l&#8217;esperto &#8211; in modo da poter meglio discriminare i volti tra gli innumerevoli che incontriamo durante tutta la nostra vita&#8221;.</p>
<p>via<a href="http://salute.asca.it/interna.php?articolo=SALUTE__IL_CERVELLO_HA_UNA_FUNZIONE__FACEBOOK___BASTA_CAMBIARE__PROFILO__PER_INGANNARLO&amp;idnotizia=2758&amp;sezione=news">SALUTE IL CERVELLO HA UNA FUNZIONE FACEBOOK BASTA CAMBIARE PROFILO PER INGANNARLO &#8211; Asca</a>.</p>

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		<title>Sbagliato spiare i figli su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:55:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Uso Facebook]]></category>
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<p><strong>Sbirciare nel profilo Facebook dei propri figli adolescenti e&#8217; come leggere il loro diario segreto, e non andrebbe fatto. </strong></p>
<p>Lo affermano gli esperti dell&#8217;ospedale Bambin Gesu&#8217; di Roma, che hanno lanciato alcune regole per sviluppare un corretto rapporto genitori-figli sull&#8217;uso del social network.</p>
<p>Per gli esperti il miglior atteggiamento da tenere e&#8217; il dialogo &#8216;reale&#8217;, anche sugli argomenti &#8216;virtuali&#8217;. Dei 16 mln di utenti italiani di Facebook circa 3 mln hanno meno di 18 anni.</p>
<p>via<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/09/03/visualizza_new.html_1787171339.html">Sbagliato spiare i figli su Facebook &#8211; Tecnologia e Internet &#8211; ANSA.it</a>.</p>

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		<title>Facebook si tinge di Twitter con nuova funzione</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uso Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora novità da Facebook che dopo aver integrato e lanciato negli Usa il servizio Facebook Places per portare il Gps dentro il più grande Social Network al mondo, ora vuole portare qualche funzione di Twitter all&#8217;interno del suo servizio. Negli Usa è apparsa su alcuni account la funzione &#8220;Segui questo utente&#8220;, che al pari di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora novità da Facebook che dopo aver integrato e lanciato negli Usa il servizio Facebook Places per portare il Gps dentro il più grande Social Network al mondo, ora vuole portare qualche funzione di Twitter all&#8217;interno del suo servizio.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pianetacellulare.it/post/Produttori/12409_Facebook-si-tinge-di-Twitter-con-nuova-funzione.php"><img src="http://www.applicazioni-fb.it/wp-content/uploads/2010/09/Facebook_subscribe.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Negli Usa è apparsa su alcuni account la funzione &#8220;<strong>Segui questo utente</strong>&#8220;, che al pari di Twitter<strong> consente di poter visualizzare note, foto e aggiornamenti.</strong></p>
<p>In un sistema come quello di Facebook dove le informazioni arrivano a  volte anche in modo eccessivo e confusionario, la funzione Segui utente  potrebbe permettere agli utenti di concentrare gli aggiornamenti su  pochi utenti.</p>
<p>Questa nuova funzione potrebbero però rivelarsi un nuovo problema sulla  privacy, aiutando coloro che effettuano lo stalking online  consentendogli con una semplice funzione, di pedinare virtulemente una  persona.</p>
<p>via<a href="http://www.pianetacellulare.it/post/Produttori/12409_Facebook-si-tinge-di-Twitter-con-nuova-funzione.php">Facebook si tinge di Twitter con nuova funzione</a>.</p>
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		<title>Vita e morte ai tempi di Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 21:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uso Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[(Il Tempo &#8211; Raffaele Iannuzzi) I contatti sui social network nascondono gli stessi rischi della vita reale, con qualche aggravante. Capro espiatorio: Sbagliato accusare il web. Colpevole è l&#8217;esaltazione di un mezzo pieno d&#8217;Insidie. Il caso della scomparsa di Sarah è utile a cogliere una dimensione cibernetica della realtà e, dunque, con il tutto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Il Tempo &#8211; Raffaele Iannuzzi)</p>
<p><strong>I contatti sui social network nascondono gli stessi rischi della vita reale, con qualche aggravante. Capro espiatorio: Sbagliato accusare il web. Colpevole è l&#8217;esaltazione di un mezzo pieno d&#8217;Insidie.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.applicazioni-fb.it/wp-content/uploads/2010/09/42739-15enne_s.jpg" alt="" width="160" height="140" /></strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il caso della scomparsa di Sarah è utile a cogliere una dimensione  cibernetica della realtà e, dunque, con il tutto che è più della somma  delle parti: oltre i segnali deboli. Il fatto che ragazza avesse più  profili di Facebook non fa notizia. È il pane quotidiano di tutti gli  internauti, anche i meno attrezzati. Ciò non toglie, però, che il punto  sia l&#8217;accesso alla realtà di internet. E il «traffico»: i link e i post.  Viaggiano molti, troppi dati personali. Sei visibile, esisti, «ci» sei,  al di là del tuo anonimato sociale: appartieni alla tribù della  dissacrazione postmoderna. Il neotribalismo della Rete c&#8217;è, eccome. La  visibilità, il feticcio della Rete: la metafisica dei nostri giorni. Sì,  è vero, i cinque sensi non sono interattivi al completo nella Rete; la  coscienza dell&#8217;altro è appannata, sfigurata e appesa a sensazioni, in un  mondo congelato dall&#8217;emotivismo, il massimo dell&#8217;azzeramento dei sensi  in attesa di amore e riconoscimento; c&#8217;è anche l&#8217;imperizia e  l&#8217;esaltazione di social network, come Facebook (ma non è il solo): ma  qui siamo ad un altro livello di realtà. Sarah aveva le cuffiette e non  si è accorta di quanto stesse accadendo.<br />
<strong>Era già scomparsa.</strong> Già fuori dal mondo dei cinque sensi, in un mondo  suo, frutto di passioni e difese, al di là di urticanti scossoni col  reale. Internet è un mondo a spirale, non un capro espiatorio. È la Rete  come struttura del modo di vivere e pensare di individui oggettivamente  scollegati fra loro, in cerca di con-tatto, di toccarsi per vivere  insieme, come esprime l&#8217;ètimo. Da questo punto di vista, la realtà della  Rete è più iper-reale che virtuale. La scenografia di un mondo fatto a  misura dei desideri &#8211; Second Life ne è stato il paradigma esplicativo &#8211;  dei singoli, con quel tanto di business che fa vita e motore sociale,  più una dose di tensione al mutamento e miglioramento di realtà  individuali sempre più sradicate e impoverite. In ogni senso: affettivo,  culturale ed oggi anche economico. Si appare e poi si scompare. La via  di Warhol: quindici minuti di gloria, per poi sprofondare nel  dimenticatoio metropolitano o di provincias. Tranciata via la modernità  «classica», è rimasta in piedi una scia di desideri immarcescibili alle  sue spalle, ma pochi motori comunitari fondati su fedi, virtù e valori  universali. Le persone cercano come possono tutto questo in uno slancio  che va oltre la realtà, la trascende: iper-reale.<br />
<strong>Una metafisica dei bisogni. </strong>Come evidenzia la metafisica della  «prosperità» che autori come Bob Proctor e gli epigoni di «The Secret»  vendono. Non inventano nulla: c&#8217;è già tutto nella materia della Rete.  Sarah, forse, non deve la sua scomparsa a Facebook; forse era già  scomparsa, voleva ricomparire con il pesce della fortuna stretto tra le  mani. La realtà la attende, l&#8217;iper-reale l&#8217;ha còlta nella fragilità del  cuore in attesa. La metafora di ciò che siamo, tutti, poco o tanto, in  questo nuovo incantesimo postmoderno. Il mondo visitato e oggi  rivisitato da Marc Augé: dal metrò al perimetro vitale che chiamiamo  «famiglia». Un bestseller pronto all&#8217;uso della magia iper-reale proviene  dalla Russia &#8211; «Metro 2033» &#8211; autore lo sconosciuto Dmitry Glukhovsky,  un nuovo guru spuntato dalla matassa della Rete. Il mondo descritto da  Seth Godin e Tom Peters: re-imagine. Re-immaginare la realtà per  riprodurla come un arazzo rovesciato: la fine è l&#8217;inizio e viceversa.  C&#8217;è spazio, non più tempo. La vita è morsicata come la mela del mattino:  il resto, alle 17. Sarah c&#8217;è, in questo mondo. Nell&#8217;altro, il presente,  la cercano ancora.</p>
<p>via<a href="http://www.iltempo.it/interni_esteri/2010/09/06/1197203-vita_morte_tempi_facebook.shtml?refresh_ce">Il Tempo &#8211; Vita e morte ai tempi di Facebook</a>.</p>
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		<title>Facebook, il business e la sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[(Punto Informatico &#8211; Alfonso Maruccia) Il portalone sociale aggiunge una nuova funzionalità per gestire i login e i logout da remoto. La sicurezza sul social networking è importante. Ma lo è di più il business dei credits, con cifre da capogiro Facebook, il business del social networking che nel 2010 dovrebbe arrivare a valere 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Punto Informatico &#8211; Alfonso Maruccia)</p>
<p><strong>Il portalone sociale aggiunge una nuova funzionalità per gestire i login e i logout da remoto. La sicurezza sul social networking è importante. Ma lo è di più il business dei credits, con cifre da capogiro</strong></p>
<p>Facebook, il business del social networking che nel 2010 dovrebbe arrivare a valere 2 miliardi di dollari in ricavi,  è in procinto di aggiornare ancora le sue funzionalità in materia di  privacy e controlli degli accessi. Gli utenti avranno a disposizione la  possibilità di <strong>revocare le sessioni aperte da macchine differenti</strong>, anche se il management di FB dubita che molti dei 500 milioni di utenti del portale usufruirà dell&#8217;opportunità.</p>
<p><strong>La  nuova opzione di sicurezza si aggiunge a quella già implementata sui  controlli di accesso all&#8217;account Facebook, l&#8217;autorizzazione e le  notifiche via mail delle macchine in procinto di collegarsi e tutto  quanto.</strong> Navigando tra le &#8220;Impostazioni Accout&#8221; e &#8220;Protezione  dell&#8217;account&#8221;, gli utenti potranno &#8211; nel giro delle prossime settimane &#8211;  disattivare una sessione già aperta su un sistema differente forzando  il logout del suddetto sistema.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo&#8221; spiegano  da Facebook &#8220;è di fornire alle persone un maggior controllo sui login  all&#8217;account. (&#8230;) Nell&#8217;improbabile caso in cui qualcuno acceda  all&#8217;account dell&#8217;utente senza autorizzazione, è possibile chiudere il  login non autorizzato prima di modificare la password e prendere le  altre contromisure necessarie a mettere in sicurezza l&#8217;account e il  computer&#8221;.</p>
<p>Si tratta di <strong>una misura di sicurezza attiva controllabile direttamente dall&#8217;utente</strong>,  dice FB, al contrario di molti altri meccanismi preventivi che &#8220;non  informano l&#8217;utente in merito allo stato della sicurezza del suo  account&#8221;. È comunque improbabile che molti &#8220;utenti regolari&#8221; capiranno  le implicazioni della nuova funzionalità di monitoraggio, mentre gli  &#8220;esperti&#8221; sapranno sicuramente come sfruttarla a proprio vantaggio.</p>
<p>Le  novità Facebook del periodo non riguardano solo la sicurezza ma anche  il business: il portalone di social networking ha attivato una  partnership commerciale con la catena di rivenditori statunitense  Target, accordo che sancirà il debutto delle schede &#8220;Facebook credits&#8221;  per ricaricare di crediti virtuali l&#8217;account del social network.</p>
<p>I succitati crediti virtuali hanno <strong>un costo reale di 15, 25 o 50 dollari</strong>,  saranno disponibili nei 1.750 store Target e potranno esseri usati su  Facebook e le sue mille applicazioni &#8220;sociali&#8221;, casual game e  quant&#8217;altro preveda di spendere una certa quantità di crediti per avere accesso a nuova oggettistica e funzionalità avanzate.</p>
<p>via<a href="http://punto-informatico.it/2982156/PI/News/facebook-business-sicurezza.aspx">PI: Facebook, il business e la sicurezza</a>.</p>
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		<title>Jobs e Facebook litigano »</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[iTunes 10]]></category>
		<category><![CDATA[Ping]]></category>

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		<description><![CDATA[(La Repubblica &#8211; Ernesto Assante) Per ora Facebook non c’è ma la nuova applicazione “social” che trasforma iTunes 10 aggiungendo nuove funzionalità simili a quelle di Facebook e Twitter è già un successo, con oltre un milione di persone che hanno già iniziato ad usare Ping. E se è certo che la connessione con Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(La Repubblica &#8211; Ernesto Assante)</p>
<p><strong>Per ora Facebook non c’è ma la nuova applicazione “social” che trasforma iTunes 10 aggiungendo nuove funzionalità simili a quelle di Facebook e Twitter è già un successo, con oltre un milione di persone che hanno già iniziato ad usare Ping.</strong> E se è certo che la connessione con Facebook rende tutto ancora più semplice e “integrato” è anche vero che iTunes può andare avanti senza Mark Zuckerberg.</p>
<p>Che le <strong>community musicali</strong> siano un ambito promettente e interessante è  evidente a tutti, ma allo stesso tempo sono evidenti i relativi  successi ottenuti in questo campo, come dimostra MySpace, che nonostante  la cura Murdoch non è mai decollato del tutto. iTunes, però, a  differenza dei concorrenti, compreso Facebook, ha un vantaggio enorme, i  suoi account, milioni e milioni di persone fisiche, hanno una carta di  credito collegata, e costituiscono, già oggi, il più grande negozio  musicale del pianeta. L’aggiunta della socialità della condivisione,  della communi, senza abbandonare il mercato, il negozio on line, un  esperimento che se dovesse avere successo potrebbe arrivare lì dove Mark  Zuckerberg o Rupert Murdoch non sono ancora riusciti ad arrivare.</p>
<p><strong>L’idea di Jobs è quella di partire al contrario, non costruire un  social network e poi trovare il modo di “monetizzare”, ma partire dal  negozio, che già rende bene, e costruirci attorno un social network</strong>,  portando alle estreme conseguenze quello che Amazon ha già fatto senza  fare mai il passo finale, quello  dell’istituzionalizzazione delle  community.</p>
<p>Non pago, e per evitare di restare indietro rispetto ai suoi  concorrenti, Jobs è andato anche avanti in un territorio dove, fino ad  oggi, si è mosso con cautela, quello del cinema e della televisione,  proponendo una nuova Apple tv che, questa volta, potrebbe davvero avere  delle chance di successo, visto il continuo travaso di spettatori dalla  televisione al web e visto il successo del videonoleggio on line. Il suo  nuovo alleato è Netflix, potentissimo negli Usa, e in molti parlano  anche di possibili accordi con Murdoch.</p>
<p>E poi, tanto per non stare fermo li dove sta vincendo, i nuovi iPod,  con molte altre funzioni, e i nuovi sistemi operativi per iPhone e iPad.  Il ritmo delle innovazioni, delle novità e degli annunci in casa Apple è  diventato serratissimo e per la battaglia di Natale Jobs ha tirato  fuori l’artiglieria. È un ritmo impressionante, affascinante,  interessante, in cui gli errori, fino ad oggi, sono stati pochi, meno di  quanto si potesse immaginare, meno di quanto i suoi avversari  costantemente sperano.</p>
<p><strong>Ma la scommessa questa volta è assai interessante, anche perché è  poco rischiosa. </strong>Se dovesse avere ragione iTunes avrà meno l’aria di un  negozio e consentirà alcune forme di benvenuta condivisione e comunità,  offrendo per la prima volta l’idea di social network in grado di  guadagnare denaro senza tradire i propri utenti. Se dovesse avere torto  non creerà nessun danno ad iTunes, che resterà ancora per un bel po’ il  più grande negozio musicale del mondo.</p>
<p>Tutto questo comunque, a quanto pare, sarà vero solo se Facebook  accetterà una funzione essenziale di Ping, quella che consente ad ognumo  dei 160 milioni di account iTunes di accedere al database degli “amici”  di Facebook, integrando così le liste conoscenti. facebook, al momento,  ha bloccato questa funzione che poco dopo è scomparsa tra le opzioni di  iTunes 10, dopo essere stata annunciata da Jobs a San Francisco, il  che, supponiamo, non lo avrà messo di buon umore. È uno  scontroninteressante, che probabilmente verrà risolto a suon di denaro,  ma illustra bene il clima che si è instaurato tra i grandi concorrenti  del nuovo mondo digitate. Il bello è che Facebook non vuole  “condividere” il proprio database con altri, cosa che aveva fatto in  precedenza anche con Twitter. chissà se Jobs amerebbe fare accedere al  proprio database gli altri. Retseremo a vedere come va a finire, ma non  c’è dubbio che l’idea di Jobs sia buona e destibata ad avere successo  anche senza facebook.</p>
<p>via<a href="http://assante.blogautore.repubblica.it/2010/09/03/jobs-e-facebook-litigano/">Jobs e Facebook litigano » Media-Trek &#8211; Blog &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
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		<title>Facebook, i dubbi dei genitori: ecco cosa consigliano gli esperti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Il Giornale) Si abbassa l&#8217;età degli iscritti. I problemi? Privacy e genitori &#8220;impiccioni&#8221;. Gli specialisti dell&#8217;ospedale Bambino Gesù di Roma puntano l&#8217;attenzione anche alla virtualizzazione dei rapporti. Il traguardo di Twitter: 145 milioni di iscritti Roma &#8211; Facebook e minori. Un problema sempre più sentito, visto che si abbassa l&#8217;età di chi si iscrive ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Il Giornale)</p>
<p><strong>Si abbassa l&#8217;età degli iscritti. I problemi? Privacy e genitori &#8220;impiccioni&#8221;. Gli specialisti dell&#8217;ospedale Bambino Gesù di Roma puntano l&#8217;attenzione anche alla virtualizzazione dei rapporti. Il traguardo di Twitter: 145 milioni di iscritti</strong></p>
<p class="xtesto_notizie"><strong>Roma &#8211; </strong>Facebook e minori. Un problema sempre più  sentito, visto che si abbassa l&#8217;età di chi si iscrive ai social network.  Intere classi virtuali delle scuole elementari sono ormai ritrovabili in Rete, con  grande preoccupazione dei genitori che non riescono a controllare del  tutto le frequentazioni dei propri figli. Il web non va demonizzato, ma,  come tutti gli strumenti potenti, bisogna saperlo maneggiare in modo da  non farsi del male.</p>
<p class="xtesto_notizie"><strong> Esiste un’età minima </strong>per attivare un profilo? Per il momento  nulla impedisce a un bambino l&#8217;iscrizione, ma il problema inizia a  essere sentito dalle istituzioni e dagli stessi sviluppatori dei social  network. Ecco quindi, che si pensa all’attivazione di un tasto  &#8220;segnalazione di abusi&#8221; di facile uso e immediatamente accessibile, che  permetta agli utenti di segnalare con un click contatti o comportamenti  inappropriati, o a migliorare la privacy (grazie alla classificazione  automatica come &#8220;privati&#8221; dei profili completi online e degli elenchi di  contatti di utenti registrati come minorenni, all’impossibilità di  compiere ricerche sui profili privati di utenti minori, su siti Internet o tramite motori di ricerca).</p>
<p class="xtesto_notizie"><strong>Ma c&#8217;è un altro problema:</strong> spesso i genitori creano il  proprio profilo e chiedono l&#8217;amicizia al figlio o arrivano a utilizzare  le sue chiavi d’accesso per conoscere il suo mondo, i suoi contatti, i  suoi interessi. Niente di più sbagliato, dicono gli degli specialisti  dell&#8217;ospedale pediatrico Bambin Gesù: &#8220;Per un genitore e un figlio i  social network altro non sono che la proiezione in rete della qualità  delle relazioni vissute quotidianamente tra le pareti domestiche. Non ci  si può aspettare che un bambino o ancor di più un adolescente, poco  avvezzo a rapportarsi ai genitori in maniera trasparente, accetti di  sentirsi osservato attraverso la rete&#8221;.  Entrare nel profilo di un figlio, ammoniscono gli esperti, è come  sbirciare nel suo diario segreto. In rete i ragazzi esprimono emozioni, pensieri, gusti, affidando ai social network anche sfoghi  personali, ma che, nel proprio immaginario, devono restare preclusi alla  sfera dei genitori.</p>
<p><strong>Un altro rischio è la virtualizzazione</strong> del rapporto  figlio-genitore in cui si dialoga in rete ma si resta in silenzio a  tavola. L’approccio migliore è la creazione di una relazione solida, che permetta  all’adolescente di affrontare ogni argomento, eventuali ansie, paure e  preoccupazioni derivanti da contatti e richieste giunte tramite internet  e i social network. Ciò significa instaurare una rapporto di fiducia  tra genitore e figlio, che faccia sentire l’adolescente accolto e non  giudicato, in modo da consentire anche richieste di aiuto nella  consapevolezza di potersi sentire protetto e difeso dai propri genitori,  anche se si tratta di dover riferire cose non piacevoli e da cui si  viene normalmente messi in guardia.</p>
<p>via <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/facebook_dubbi_genitori_ecco_cosa_consigliano_esperti/famiglia-bambini-facebook-social_network-minori-privacy/03-09-2010/articolo-id=470988-page=0-comments=1">Facebook, i dubbi dei genitori: ecco cosa consigliano gli esperti &#8211; Interni &#8211; ilGiornale.it del 03-09-2010</a>.</p>
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		<title>Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sua battaglia contro le energie sporche, Greenpeace sposta ora l’attenzione sul carbone, la fonte energetica più inquinante in assoluto. Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione no-profit è Facebook il social network più famoso del web, accusato di “sporcare” con i suoi server.In particolare sotto accusa è il nuovo data center di Prineville, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sua battaglia contro le energie sporche, <strong>Greenpeace </strong>sposta ora l’attenzione sul carbone, la fonte energetica più inquinante in assoluto. Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione no-profit è Facebook il social network più famoso del web, accusato di “sporcare” con i suoi server.In particolare sotto accusa è il nuovo data center di <strong>Prineville</strong>, in Oregon, grande il doppio rispetto all’attuale, e che è completamente alimentato da una <strong>centrale a carbone</strong>. La richiesta degli ambientalisti è chiara: fare come fanno altri colossi dell’informatica come ad esempio <strong>Google</strong>, e cioè passare dalle vecchie centrali inquinanti a quelle più moderne alimentate da fonti rinnovabili. Se non completamente, già una parte del totale dell’energia che serve per far funzionare tutto il sistema sarebbe una grossa mano all’ambiente.</p>
<p>Per poter far sentire la sua voce, Greenpeace ha deciso di utilizzare proprio <em>Facebook</em>,  aprendo un gruppo per chiedere l’appoggio di 500 mila utenti, uniti  nella richiesta di un’energia più pulita, “togliendo l’amicizia al  carbone”. Gli utenti che decideranno di aderire firmeranno virtualmente  una <strong>lettera </strong>che ha come destinatario proprio <em>Mark Zuckemberg</em>, per chiedere di prendere in considerazione ad esempio un impianto <strong>eolico</strong>.</p>
<p>La risposta non si è fatta attendere, ed è arrivata da <em>Barry Schnitt</em>, responsabile della comunicazione del social network, che ha precisato che il data center rispetta i parametri del risparmio energetico  e che dopotutto la quantità di carbone utilizzata da Facebook non è di  molto superiore a quella utilizzata nelle altre aziende nazionali.  Inoltre non poteva mancare la stoccata preparata ad arte dagli 007 di  FB: secondo i loro dati, il data center che Greenpeace ha affittato in <strong>Virginia </strong>per alimentare il server per il suo sito va al 46% a carbone, 41% nucleare, 8% gas naturale e <strong>solo il restante 4% circa va a rinnovabili</strong>. Da che pulpito viene la predica? Attendiamo la risposta di Greenpeace che sicuramente non tarderà ad arrivare.</p>
<p>via <a href="http://www.ecologiae.com/greenpeace-facebook-carbone/21407/">Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone | Ecologiae</a>.</p>
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		<title>Italiani popolo di poeti via sms e Facebook</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[premio "Laurentum"]]></category>

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		<description><![CDATA[(Il Giornale &#8211; Stefania Vitulli) Oltre 8mila partecipanti al premio &#8220;Laurentum&#8221;, che ha aggiunto la sezione &#8220;Social network&#8221; riservata ai componimenti sul web. Specchio di un Paese che non legge, ma scrive tantissimo Centosessanta caratteri vi sembran pochi per imbastire una scusa plausibile per un ritardo? Provate con una poesia. Qualcosa tipo: «Ho rimosso anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Il Giornale &#8211; Stefania Vitulli)</p>
<h2 style="font-family: Georgia,'Times New Roman',Times,serif; font-size: 14px ! important; font-style: italic; line-height: 16px; font-weight: normal;"><strong>Oltre 8mila partecipanti al premio &#8220;Laurentum&#8221;, che ha aggiunto la  sezione &#8220;Social network&#8221; riservata ai componimenti sul web. Specchio di  un Paese che non legge, ma scrive tantissimo</strong></h2>
<p>Centosessanta caratteri vi sembran pochi per imbastire una scusa plausibile per un ritardo? Provate con una poesia. Qualcosa tipo: «Ho rimosso anche gli specchi/ per non essere spiato/ poi, dai tuoi profondi occhi/sono stato denudato. Titolo: Intimo. Oppure: «Come di mamma/ il tuo abbraccio/ stringe/ pur se non c’è più». Titolo: Mani.</p>
<p><strong>Quel che stupisce degli «smp», che sarebbero gli «short message poets», è che riescano a farcelo stare, il titolo. </strong>Paese di poeti e navigatori, siamo, purché digitali. Ecco come si accoppiano a perfezione, dopo che oltre mezzo secolo da che furono formulate, due delle vocazioni italiche incise nell’ormai proverbiale scritta sul «Colosseo quadrato» simbolo dell’EUR. Date loro una tastiera, insomma, e i posteri dell’Alighieri, di Ariosto, di Montale saran pronti a cliccare, digitare e inviare nuovi e imperituri componimenti, in endecasillabi o in stile haiku, in rima baciata o verso libero. Come se il tempo non fosse trascorso. Come se le immagini non avessero affatto preso quel sopravvento di cui ci vogliono convincere i media e fossimo ancora saldamente al timone di quella lingua che pensavamo distrutta da «xxx», «nn», «ke», «tvb» e varie altre siglette, acronimi, e inglesismi di nessuna tradizione.</p>
<p class="xtesto_notizie">Pare invece che proprio le email, i social network e gli sms ci stiano  salvando, riconducendo all’ovile della lingua le pecorelle italiane  smarrite tra serial, fiction e reality. E naturalmente, siccome a  nascita d’artista corrisponde conferimento di premio, tornano alla  ribalta, e con sorprendente maggior seguito di quelli di prosa, anche i  premi di poesia.</p>
<p class="xtesto_notizie">Gli ultimi aggiornamenti dicono che proprio in queste ore ha raggiunto  quota 8000 il numero degli aspiranti poeti che hanno iscritto il proprio  componimento alla XXIV edizione del “Premio Laurentum” per la Poesia &#8211;  ideato da Roberto Sergio e promosso dal Centro Culturale Laurentum &#8211; che  ha tra i suoi obiettivi primari «la diffusione della poesia tra i  giovani per offrire un prezioso strumento di espressione e di crescita  interiore e culturale». Siamo certi però che oltre all’importante  montepremi (25mila euro) e a una giuria di tutto rispetto &#8211; composta da  Angelo Bucarelli, Corrado Calabrò, Mariella Cerutti Marocco, Gianluca  Comin, Maurizio Cucchi, Stas Gawronsky, Simona Izzo, Raffaele La Capria,  Mauro Mazza, Francesca Merloni, Mauro Miccio, Maria Rita Parsi, Davide  Rondoni, Roberto Sergio e Maria Luisa Spaziani e presieduta da Gianni  Letta &#8211; siano proprio le nuove categorie, «inusuali» per un premio di  poesia, ad aver smosso le tastiere di questo esercito di verseggiatori  contemporanei (24mila lo scorso anno: il numero più alto in assoluto mai  raggiunto da una competizione letteraria).</p>
<p class="xtesto_notizie">Oltre ai riconoscimenti classici per la miglior poesia in lingua  italiana, poesia in vernacolo e libro di poesia in lingua italiana,  Giovani e Italiani nel mondo, infatti, da qualche anno il “Laurentum” ha  aggiunto le sezioni Social Network, Online e Sms, che quest’anno vedono  la scadenza per partecipare prorogata al 5 ottobre.<br />
È il 10 agosto invece l’ultimo giorno utile per la partecipazione al  premio “Alda Merini” per poesie inedite (info: ursiniedizioni@libero.it)  promosso dall’associazione Accademia dei Bronzi e dalle edizioni Ursini  di Catanzaro, che prevede la presenza, oltre a quella a partecipazione  libera, di una sezione altrettanto «inusuale», riservata ai pazienti e  agli operatori di tutti i Centri di salute mentale d’Italia. Le migliori  poesie saranno pubblicate gratuitamente in un’antologia dal titolo Cara  Alda, ti scrivo&#8230;, copie della quale saranno ovviamente inviate in  omaggio alle biblioteche degli ospedali psichiatrici d’Europa e a quelle  delle più importanti Istituzioni italiane.</p>
<div class="testo_articolo_dimensione">
<p class="xtesto_notizie">E i cantori italiani si scatenano, mettendo a nudo, oltre a un  insospettabile legame con la poesia tradizionale soprattutto il cuore,  come dimostrano le poesie in gara al “Laurentum”, di volta in volta  pubblicate sia sul sito premiolaurentum.eu che sulla bacheca di facebook  (tag Premio Laurentum Poesia: molti dei 4000 iscritti pubblicano poesie  su questa pagina con cadenza praticamente quotidiana) perché almeno  altrettanti italiani, si spera, abbiano voglia di leggerle, quelle  poesie, e votarle.</p>
<p class="xtesto_notizie">Ancora popolo di poeti, dunque, purché con sentimento: cuore/amore è il  binomio che, scorrendo la sezione Sms, surclassa qualsiasi altro tema.  Tuttavia, tra le preferenze dei lettori ci sono temi ancora più «alati»,  come la speranza, la pace, l’identità. Tanto che al momento prima in  classifica con 2070 voti è «Lascia che il passato torni alla polvere&#8230;  Io, te: uno e nessuno! Tendimi la mano. Irraggiami speranza. E già, nel  buio un’ombra&#8230; la luce!».</p>
<p class="xtesto_notizie">Centosessanta caratteri vi sembrano ancora pochi per una poesia degna di  questo nome? «L’ispirazione è sempre un problema di obbedienza a delle  misure e un verso è sempre una misura», chiosa il poeta Davide Rondoni.  «Un vero artista non ha mai paura dei limiti imposti, che siano 160  caratteri o la parete della Cappella Sistina. Gli artisti sono stimolati  dai confini, non umiliati».</p>
</div>
<p>via<a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/italiani_popolo_poeti_via_sms_e_facebook/23-07-2010/articolo-id=462826-page=0-comments=1">Italiani popolo di poeti via sms e Facebook &#8211; Cultura &#8211; ilGiornale.it del 23-07-2010</a>.</p>
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		<title>I consumatori non gradiscono Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[American Customer Satisfaction Index]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno la società d&#8217;analisi ForeSee Results ha reso noti i risultati del suo ACSI American Customer Satisfaction Index, un report relativo al grado di soddisfazione dei consumatori statunitensi rispetto alle 200 principali aziende nei più diversi settori commerciali. Ai primi posti della classifica stilata vi sono Wikipedia e YouTube, mentre il penultimo ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno la società d&#8217;analisi ForeSee Results ha reso noti i risultati del suo ACSI <strong>American Customer Satisfaction Index</strong>, un report relativo al grado di soddisfazione dei consumatori statunitensi rispetto alle 200 principali aziende nei più diversi settori commerciali.</p>
<p><strong>Ai primi posti della classifica stilata vi sono Wikipedia e YouTube, mentre il penultimo ed ultimo posto sono occupati rispettivamente da Facebook e da MySpace</strong>; sembra proprio che i consumatori si fidino veramente poco dei social network per le loro spese.</p>
<p><strong>Quali le cause di questo pessimo risultato?</strong> Prendendo il caso di Facebook, le troppe polemiche relative alla privacy, i continui cambiamenti a carico delle policy e le modifiche troppo frequenti alla struttura della home page avrebbero contribuito ad aumentare il grado di sfiducia degli utenti.</p>
<p>Wikipedia avrebbe invece riscosso un alto livello di gradimento per i motivi contrari, l&#8217;enciclopedia on line apparirebbe infatti più affidabile perché interessata da cambiamenti meno frequenti o quasi nulli nel corso degli anni.</p>
<p>via <a href="http://www.mrwebmaster.it/news/consumatori-non-gradiscono-facebook_4216.html">I consumatori non gradiscono Facebook | News | Mr.Webmaster</a>.</p>
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